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Due dei 44 Arcani Maggiori che compongono il mazzo, con le favole che li rappresentano... un mondo di magia!


















I TAROCCHI DELLA LUNA
disegni di LAURA VERZELLESI
testi di MORENA POLTRONIERI - ERNESTO FAZIOLI

Sarebbe un'illusione tentare di comprendere la differenza tra un avvenimento e il suo stesso racconto, magari letto in un libro, oppure visto su di una fotografia. Una sottile parete separa l'immagine dalla sua stessa idea, così come scinde l'accadimento dal suo stesso sentimento. Questa membrana impalpabile è ciò che divide il conosciuto dallo sconosciuto, la storia dalla preistoria, l'intelligenza dalla follia.
Qual'è dunque il tratto che unisce queste due differenti entità entrambe in cerca di un burattinaio?
Il mondo dei simboli occupa questo spazio e gioca la sua partita prendendo a prestito qua e là forme, idee e pensieri.
Le lamine dei Tarocchi sono la vita stessa di questi simboli, il soffio sibillino che muove le note della vita, l'invisibile porta da oltrepassare.
Ventidue sono le carte, così come il ventidue rappresenta la manifestazione dell'esistenza nella sua diversità, nella storia, nello spazio e nel tempo.
Ma ora la parete si spacca e Alice può entrare nello specchio. Ora non c'è più divisione tra il bene e il male, le realtà si scambiano l'alto con il basso e il diavolo con l'angelo.
Ecco i nuovi simboli...ecco i nuovi Tarocchi.
L'ombra, ormai solo ridotta ad un riflesso, si stacca dal corpo e vuole vivere il proprio lato oscuro, i mostri e i santi della mente si liberano, cadono le barriere, si aprono le finestre del cuore. Il lato oscuro dei Tarocchi comincia a vivere una propria identità e saltando le implicazioni razionali, si impossessa del gioco. Una lente deforma le immagini e gli arcani diventano quarantaquattro, due volte quattro, due volte la terra, le origini, l'eterno ritorno.
Ecco i nuovi Tarocchi... che come facce di una stessa medaglia raccontano storie sempre diverse, narrando di quel misero cuore nascosto nel grande condottiero e di quel maestoso re imbrigliato negli occhi di un umile servitore. L'eterno dualismo e il grande dibattito degli elementi si scatena...si salvi chi può! ...Ecco i nuovi Tarocchi della Luna.

La fanciulla, ovvero la favola degli INNAMORATI
"Vieni bambina, vieni" gridava il padre alla finestra.
"Vieni, bambina mia, la notte è troppo cupa per i tuoi occhi blu! Ti proteggerò dal gelo dell'inverno e dalla passione della stagione nuova. Non ci sarà sudore sul tuo capo puro in estate, nè ti farò vedere la tristezza dell'autunno. Solo gioie figlia mia, solo amore."
Il volto antico di quel signore si stagliava come una roccia nell'apertura della casa, parte dell'edificio, pietra nella pietra. Mattone di duro corallo che non rifletteva più l'immensità del mare. Secco, arido, sterile. Una puntura di insetto.
In lontananza un tramonto rosato disegnava sul ragazzo nell'aia un ricamo di speranza nel cuore della bimba di sei anni. Pochi anni, tanto cuore!
Da sempre abitava lì un ragazzo di cui la bimba era innamorata. Suonava la lira e spesso intonava un dolce canto, dedicato alla Signora dell'Amore che presto certamente avrebbe incontrato. "Bella mia, da dove verrai? Bella mia, di che colore saranno i tuoi capelli? Cosa mi chiederai, quando il mio amore su una rosa deporrò?"
- "Vengo dal paese dei rovi, dove ogni spina è un patto di dolore.
E' una ferita sacra.
Un dolce stillare di sangue che colora il mio corpo di rosso.
Posso prendere la rosa, poichè essa è stata colta nel giardino di casa mia, ma il tuo amore no. Lo lascerò lì, su di un petalo caduto, bagnato di rugiada.
Solo la Signora della Notte merita questi doni.
Io no. Vengo dal villaggio dei rovi, dove ogni scelta è un sacrificio e ogni decisione un taglio." pensava la bambina incamminandosi verso il bivio della strada.
Si voltò per un secondo. Vide suo padre affacendato nel pollaio: un vecchio monumento crepato; vide il suo amore segreto raccogliere dei fiori: una splendida statua.
Attorno a loro la sua infanzia infelice.
Come una gazzella prese a correre, felice, liberandosi delle vesti che le coprivano il corpo e la mente.
Ignara del passato...incerta del futuro, ma finalmente viva!
Finalmente spina!








Il computer, ovvero la favola della Forza
Oltre l'anno 11.000 dopo la Grande Distruzione nucleare della Guerra antica, nell'era del Leone, si vive dentro al Gran Computer.
Tutto programmato, tutto perfetto.
Nessuno sgarro. Nessuna eccezione alla regola.

Tutti i dati della scienza umana e sovraumana sono immagazzinati nel Cervello telematico, che vibra di soddisfazione quando i suoi meccanismi al plutonio si mettono al lavoro.

Non so se sia vero, ma si dice che dentro di Lui miliardi e miliardi di Schiavi Supremi lavorino incessantemente per mantenere puliti gli ingranaggi, tante persone quante sono le stelle, ormai fiochi bagliori lontani, persi nel buio perenne.
Ognuno si muove come fosse dentro uno schema preordinato, dentro un percorso prestabilito. Un binario che non può sbagliare.
Tutti sanno cosa fare. Nessuno ha tempo per fare altro. Risucchiati dalla Gran Luce che emana il Cuore del Computer, provano solo un tiepido fremito alle labbra quando un elemento si sporca, quando un meccanismo è da cambiare.
Dominazione totale, subordinazione perfetta.

Nessuna guerra, nessun odio, nessun rancore. Nessun Amore.

Forza elettronica che guadagna terreno. Campi arati di microchips!
L'Artista della Tecnica.
Una Mente così perfetta non può fare a meno di nutrirsi di emanazioni, di energia e di tensione elettrica.
Allo spuntare di AlfaG456, il nuovo Astro partorito dall'esplosione dovuta alla collisione del Sole con la Luna, il Computer assorbe l'aurea degli Schiavi, lasciata libera nel Vuoto per raccogliere la potenza della galassia.
Si alimenta di questa potenza, divenendo ogni giorno più umano, più minaccioso, più tenebroso.
Si dice che quando non ci sarà più nulla di cui nutrirsi scioglierà le sue plastiche perfette e, consunto dalla sua stessa ira, trascolorirà in una macchia, da cui, forse un giorno, risorgerà come un germoglio arcaico la Nuova Era.
L'età della Forza. Dove le mani torneranno a scolpire il muggito del Toro, il volo dell'Aquila, l'Acqua della Vita. Primitive belve saranno da cacciare e il fuoco da domare.
L'Uomo sarà Bestia e la Bestia Uomo!

Tutti stanno attendendo quel tempo...da troppo tempo ormai.

Dal diario di Hercules EF26091960, giorno 35 del 5 periodo dopo le piogge acide dell'anno 11.345 d.EN, città di Hjekka, distretto 123, quartiere AA





Laura Verzellesi è nata e vive a Bologna: da molti anni si interessa di disegno e pittura, materie alle quali ha affiancato approfondimenti dell'astrologia e della cartomanzia. Dalla fusione di tali studi nascono i Tarocchi della Luna