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LA MAGICA STORIA DEI TAROCCHI
Facendo una panoramica sulle varie supposizioni legate all'origine del mazzo dei Tarocchi, c'è chi ritiene, che la loro origine sia antecedente alla cultura egizia, legata a qualche popolo ormai scomparso, o forse dimenticato, ad una fantomatica o reale Atlantide, oppure ancora si afferma che i Tarocchi furono in realtà strumenti in cui incidere messaggi segreti, sottoforma di simboli e codici, che gli ordini ermetici custodivano zelantemente come «sapere personale e privato» da tramandare ai propri adepti. La freccia divinatoria coreana
Il mazzo coreano Htou-Tjyen (composto di 80 carte) potrebbe derivare dalle frecce divinatorie. Le carte di Fez, Marocco
Un’ipotesi di Paul Foster Case (The Tarots, a Key to the Wisdom of the Ages) afferma che le carte dei tarocchi sarebbe nate nel 1200, a Fez, in Marocco. Qui un gruppo di studiosi provenienti da ogni parte del mondo, si riunì e per migliorare la comunicazione e la diversità dei linguaggi crearono un libro disegnato. I Crociati
Altre fonti legano l’introduzione delle carte da gioco alle Crociate.
Tra le tante ipotesi, si ricorda anche chi sostiene che i Tarocchi non sono nulla di enigmatico né di magico-esoterico, solamente un gioco inventato con l'unico scopo di intrattenere le persone. Una cosa è certa, però, che nessuna di queste ipotesi, né quelle che danno un senso magico-esoterico e iniziatico, né quelle che considerano i Tarocchi semplici strumenti di gioco possono essere considerate teorie fondate, ma concludiamo, a questo proposito, con una frase di Eliphas Lévi, che commenta il valore dei Tarocchi: Conclusioni
Ma per quanti libri siano stati scritti sull'argomento, ancor oggi, a quasi cinque secoli dalla sua prima apparizione storicamente documentata, questo gioco rappresenta un mistero insoluto.
Tutte le teorie antropologiche che riguardano la nascita della cartomanzia come «fenomeno» devono essere considerate esclusivamente ipotesi, poiché non sono state ancora reperite prove inconfutabili che traccino inequivocabilmente l’origine e l’uso di questi strumenti.
Le ricerche sulla letteratura del Medioevo sino alla fine del sec. XIV non hanno messo in luce alcun testo dove sia menzionato il tarocco. I trovatori, i romanzieri, i moralisti che descrivono la vita quotidiana nei castelli, nelle case borghesi e nelle taverne; i predicatori che, dal pulpito, fulminano contro i vizi, parlano di differenti giochi, ma il tarocco non è mai citato.
ALTRE IPOTESI
Tra le più svariate ipotesi sull’origine dei Tarocchi citiamo anche:
Queste sono rettangoli di carta oleata decorate con frecce piumate.
Il mazzo è composto da otto semi.
E questa, sarebbe stata secondo lo studioso il prototipo degli Arcani dei Tarocchi, comprensibili a tutti.
Nessuna prova certifica questa teoria.
A questo proposito, ricordiamo che l'occultista Oswald Wirth, nella sua opera magna sul mondo dei Tarocchi, collocò la nascita delle carte da gioco e del Tarocchino a Bologna, per mano di Francesco Fibbia Castracani (vedi immagine).
Questo nobile abitò a palazzo Felicini, luogo che la leggenda colloca come il sito in cui Leonardo da Vinci dipinse la Gioconda.
Probabilmente si cercò, attraverso questo personaggio, di esaltarne una provenienza legata al mondo dei Crociati e più occultamente alla conoscenza dei Templari, di cui Francesco Fibbia Castracani sembra fosse venuto in possesso segretamente.
In questo palazzo un dipinto reca un'iscrizione dove si legge:
«Francesco Antelmitelli Castracani Fibbia, principe di Pisa, Monte Giori, e Pietrasanta, e signore di Fusecchio, filio di Giovanni, nato di Castruccio duca di Lucca, Pistoia, Pisa, fugito in Bologna datosi a Bentivoglij, fu fatto Generalissimo delle arme bolognese, et il primo di questa famiglia che fu detto in Bologna Dalle Fibbie, ebbe per moglie Francesca, figlia di Giovanni Bentivoglij. Inventore del gioco del Tarocchino in Bologna dalli XVI Riformatori della città ebbe per privilegio di riporre l'arma Fibbia nella Regina di Bastoni e quella della di lui moglie nella Regina di Denari. Nato l'anno 1360 morto l'anno 1419».
Questa tradizione è però contraddetta dalla storia, che attesta la presenza di un membro della famiglia Fibbia Castracani a Bologna solo nel 1441, cioè ventidue anni dopo la morte di Francesco, contribuendo ad avvalorare l'ipotesi, che si tratti di un falso progettato solo nel XVII secolo, epoca a cui risale il dipinto, creato per valorizzare il casato.
Soltanto un gioco…
«E un’autentica macchina filosofica che impedisce allo spirito di smarrirsi, pur lasciandogli l’iniziativa e la libertà; è la matematica applicata all’assoluto, è l’alleanza del positivo all’ideale, è una lotteria di pensieri tutti rigorosamente esatti come i numeri; è forse, infine, quanto il genio umano ha mai concepito di più semplice e insieme di più grande».
(Eliphas Lévi, Dogma dell’Alta Magia)