I TAROCCHI PELOSINI - SANTINI DEL PRETE Inaugurazione
In mostra dal 22 settembre al 21 ottobre 2007

sabato 22 Settembre 2007 ore 17.30
Presentazione: Morena Poltronieri e Giovanni Pelosini
Nel corso dell’inaugurazione si terrà la Performance
IL SENTIERO DEI TAROCCHI: IV l’IMPERATORE
di Giovanni Pelosini e i Santini Del Prete
con azioni-omaggio di: Barbieri Calori martino; Alfonso Caccavale;
Bruno Capatti; Giovanni e Renata Strada

I SANTINI DEL PRETE E L’ARTE DEI TAROCCHI
I 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi segnano l’eterno ed inesauribile cammino dell’uomo. La sensazione che emana la visione dei Tarocchi Pelosini Santini Del Prete, dove appaiono una serie di scene performative, è legata all’ironia e alla messa in discussione dell’Arte, se separata dalla vita, e alla sua esaltazione, se intesa come parte integrante della stessa.
L’orchestrazione, voluta da Giovanni Pelosini, esperto tarologo, è densa di vibrazioni mai uguali tra loro, ma armoniche nell’assetto creativo. I personaggi che popolano questo mondo, i Santini Del Prete sono dei ferrovieri, nella vita e nella scena artistica, a sottolineare l’importanza della non-separazione, elemento necessario affinché il simbolo (symballo da mettere insieme) non si disperda nella frammentazione, divenendo al contrario diamballo o diavolo, emblema del caos.
Questo percorso sonda i segreti della poesia visiva, abbracciando un sapere ermetico profondo e penetrante, tale da rinnovare il valore dell’esistenza. Questa raccolta di Tarocchi evoca la celebre opera di Italo Calvino Il Castello dei destini incrociati, ove il valore delle lamine è assorbito da quello della vita e viceversa, annullando ogni separazione dell’alto col basso.
Barbara Martusciello scrive a proposito: «Quello che in questa storia incuriosisce e interessa più di tutto, dal punto di vista critico, è la dichiarazione da parte dei due artisti, opera dopo opera, performance dopo performance, esposizione o evento, di non essere artisti ma… ferrovieri. Non è, questa loro, una negazione del loro valore o di quello dell’arte ma una presa di posizione che si può tranquillamente collocare tra Duchamp e… Totò […] Inscenando una sorta di tablaux vivant all’aria aperta - nella splendida natura toscana, al mare o in campagna - o scegliendo altre location, hanno dato vita a ironiche ma corrette versioni del Mago, della Sacerdotessa, del Matto (unica in cui compare Pelosini), del Diavolo, della Temperanza o dell’Appeso… In alcuni casi ne hanno tratto performance ma sempre ne hanno reso immagini fotografiche che hanno poi usato per produrre quadri fotografici, fotografie vere e proprie - sia manipolate che nette - e strepitosi mazzi di carte ufficiali dei Tarocchi»
Lo stesso Pelosini rammenta: «la Proporzione Aurea delle immagini evoca l’antica tradizione esoterica e gli studi di Pacioli e di Leonardo, ognuna delle ventidue fotopoesie possiede dettagli dagli atavici significati allegorici, arricchiti da nove endecasillabi in rima e linguaggio danteschi, in chiave anche numerologica. I ventidue Arcani “Pelosini-Santini Del Prete” entrano così, per gioco e per ispirazione, per intrinseca forza del simbolo, nella folta schiera dei mazzi di Tarocchi che si sono diffusi in Europa e nel mondo a partire dal XIV secolo».